Scritto da: Vincenza Vitrano domenica, 28 giugno 2009
Simpatia e coversazione: 5 regole per imparare a dialogare con simpatia

Care ragazze ci è capitato tante volte parlando con i nostri amici di sentire dire: ma quel tipo non è simpatico per niente; Ma quella ragazza non sa conversare; quell’altra non conosce le regole della buona educazione.
Pertanto, onde evitare che anche questo si verifichi rivolto a noi, impariamo a saper parlare con grazia, discrezione e disinvoltura.
Vi sembra difficile? Non è così.
Non occorre affatto,per far bella figura in una conversazione,essere eloquenti, spiritose, brillanti; basta sapòer rispettare alcune regole fondamentali, dettate dal buon senso e dalla gentilezza d’animo.
Quali? Vediamole insieme, sono regole molto semplici eppure molto importanti.
Prima regola:
Guardare in faccia le persone con cui si parla. Molto spesso ci capita di parlar con qualcuno lasciando vagare gli occhi in tutte le direzioni fuorchè in faccia all’interlocutore. Tutto ciò avviene generalmente per timidezza, per distrazione o irrequietezza. Naturalmente non pianteremo gli occhi nello sguardo dell’interlocutore come se volessimo ipnotizzarlo, ci limiteremo a guardarlo con naturalezza. tranquillitrà,dandogli a vedere la nostra attenzione e la vostra fiducia.
Seconda regola:
Non parlare troppo in fretta. Molte persone hanno il vizio di parlare a gran velocità, mangiando e accavallando le parole.
Questo difetto può nascere da un eccesso di loquacità , questo è un grave errore, perchè non conta quante cose si dicono, ma quali.
Puo essere anche per timidezza e nervosismo, per una specie di ansia che spinge a buttar fuori le parole come proiettili, sperando di cavarsi d’impaccio il più presto possibile.
In ogni caso , questa del parlare in fretta è una tendenza che bisogna vincere, imponendosi di stare calme e parlando solo quando si è certe di avere qualcosa da dire.
Terza regola
Non parlare troppo lentamente. Se stancate gli interlocutori parlando troppo in fretta, li stancate anche parlando lentamente.
Questa tendenza può nascere da un eccesso di riflessione, bisogna vincerla se no , non tutti vi ascolteranno.
Esercitatevi ad accellerare: leggendo ad alta voce e riducendo man mano i tempi della lettura.
Quarta regola:
Non parlate troffo forte. A volte è anche questa una reazione alla timidezza, a volte è l’illusione di aumentare l’importanza o l’interesse di quello che si dice aumentando il volume della voce.
Si ottiene invece l’effetto opposto: L’interlocutore,frastornato dalla nostra voce, finisce per trovare non interessante ed insopportabile tutto quello che diciamo e non vede l’ora che smettiamo di parlare.
Controllate dunque il volume della vostra voce: se è troppo alto,allenatevi ad abbassarlo, proprio come abbassate il volume del vostro stereo quamdo temete di disturbare i vicini.
Quinta regola:
Non parlate troppo sottovoce. Curiamo questa tendenza a bisbigliare, così dannosa per noi sia sul lavoro che nella vita. La voce l’abbiamo, no? Tiriamola fuori senza avarizia.E’ anche un dovere che abbiamo verso il prossimo.
Queste sono le regole elementari della conversazione: quelle che fanno da base a tutte le altre regol e regolette. Non serve che siate eloquenti, istruite, non serve che abbiate la risposta pronta, se non imparate prima a parlare in modo aperto, chiaro e gradevole.

Commenta